Biografia

Sono nata in Sicilia, a Vizzini, in provincia di Catania, l’8 luglio 1954.
Il mio Bel Paese barocco (circa 6700 abitanti) non è un luogo familiare a molti, anche se ci è forse venuto alla luce Giovanni Verga (o nelle campagne intorno, sebbene lo si voglia nato a Catania, credo per una questione di prestigio).
Comunque, a Vizzini Verga ha ambientato Cavalleria Rusticana e Mastro Don Gesualdo. In queste opere parla anche della conceria di pelli che stava in una valletta sotto il centro abitato: un’attività allora fiorente, dove il mio nonno paterno, Vincenzo, era un abile e stimato artigiano. L’armonioso agglomerato di edifici della conceria, in un panorama ancora selvaggio, è stato ceduto dalla mia e da altre famiglie ai Beni culturali locali, ma purtroppo non è stato recuperato e, con mio grande dispiacere, decade sempre di più. Accanto, una finta-conceria per turisti, con ristorante, camere e piscina.
Il nonno materno, Antonino Salvo, era il segretario comunale di Vizzini. Mia madre, prima di sposarsi, ha lavorato nella bella e ricca biblioteca. Quando sono nata, i miei genitori già vivevano in Brianza, nel paesino di Albavilla, in provincia di Como dove, finita l’estate, sono arrivata anch’io. Qui è nato il primo dei miei fratelli. Nel giro di qualche anno ci siamo trasferiti a Como, dove mio padre insegnava, e luogo di nascita degli altri miei due fratellini.
Sono cresciuta nella natura – il lago di Manzoni, le montagne, le lunghe vacanze in Sicilia, al mare o sulle pendici dell’Etna – ma anche in mezzo ai libri (vedi la foto qui accanto, sul cui retro la calligrafia di mia madre riporta “Albavilla, 1956”).
Ai miei tre fratelli sono associati i primi ricordi legati alla lettura. Libri di avventure, in edizioni per bambini, con bellissimi disegni. E anche libri di scienza e storia: due in particolare, Uomini al servizio della scienza e Uomini alla scoperta della Terra, li ricordiamo come veri e propri testi di culto, memorabili. All’epoca io frequentavo ancora le scuole elementari.
Quando avevo 15 anni, ed ero al ginnasio, ci siamo trasferiti a Roma, dove i miei genitori hanno lavorato nel ministero della Pubblica istruzione.
Nella Capitale non mi sono mai ambientata, anche se nel giro di qualche anno abbiamo cominciato a trascorrere le vacanze nel paesino di Trevignano, sul lago di Bracciano, che è subito diventato per tutti noi un punto di riferimento al quale siamo immensamente affezionati. Forse per l’esplosione edilizia che ora lo assedia non è inserito fra i Borghi più belli d’Italia; ma il centro più antico lo meriterebbe.
A 17 anni, grazie a un mio carissimo amico, ho scoperto Dedalus di James Joyce. E solo con questo libro, dunque molto tardi, sono diventata una lettrice adulta, davvero interessata alla grande letteratura anche al di fuori della scuola. Ho portato alla maturità classica Italo Svevo e l’Ulisse di Joyce, che avevo approfondito con passione.
Anche l’Università è stata per me una specie di rifugio dalla grande città, oltre che l’esperienza fondamentale della mia vita di studi. Ho frequentato la facoltà di Lettere e Filosofia alla Sapienza. Ho avuto la fortuna di poter ascoltare le ultime lezioni di Natalino Sapegno. Ho studiato Dante con Carlo Salinari, e mi sono laureata, con lode, con Carlo Muscetta. Ma ho continuato a coltivare anche la mia passione per la letteratura anglosassone. Ho studiato per tre anni con Agostino Lombardo: Lawrence Sterne, Shakespeare, Samuel Johnson, John Donne.
Dopo la laurea ho cominciato a scrivere articoli per riviste di filosofia, di costume, di sport. Quest’ultimo argomento ha rappresentato la collaborazione più lunga e felice – 10 anni – con una rivista del Coni dedicata ai giovani. Con l’inizio del lavoro di giornalista mi sono dedicata da subito alle recensioni di libri, e non ho mai più smesso.
Appena diventata pubblicista mi sono trasferita a Milano. Avevo 30 anni e molta voglia di ritornare “dalle mie parti”. Ho iniziato a scrivere di moda e di turismo e, nel giro di un anno, sono stata assunta nel mensile Qui Touring. Dopo poco tempo sono passata ad Atlante, il mensile geografico di De Agostini. Sono diventata giornalista professionista e sono passata a lavorare nel mensile Dove, edito da Rizzoli, mia ultima collocazione professionale.
Nell’ottobre del 1989, un mese prima della caduta del Muro di Berlino, dopo un anno di continue richieste e colloqui all’ambasciata, sono riuscita a fare un viaggio in Albania, paese ancora di rigida ortodossia comunista. Ho quindi firmato un reportage uscito su Atlante e poi, dopo la caduta del Muro e il crollo del regime di Tirana, ho pubblicato una guida su quel Paese, edita dalla Clup.
Ho scritto il primo romanzo nel 1992, ma è rimasto in un cassetto. Infatti avevo partecipato senza successo all’edizione 1993/’94 del Premio Montblanc e, soprattutto, avevo tenuto in grande considerazione le perplessità del mio “lettore di fiducia”, uno studioso a cui affido sempre la bozza di ogni mio testo, e di cui ancora oggi apprezzo ogni volta i giudizi.
Dopo una pausa di riflessione di qualche anno – in cui ho letto moltissimi autori anglosassoni per rendere il mio stile meno aulico – ho scritto Per l’aperitivo, pubblicato nel 2002 dall’editore Mazzanti di Venezia. Nel 2005, con lo stesso editore, è uscito Senza trucco. Titoli troppo penalizzati dall’impossibilità di ben distribuire le piccole case editrici.
Nel sito www.ilmiolibro.it sono poi apparsi Due locali a Chinatown (2010) e Vedo la terra blu (2011), quest’ultimo un blog di pensieri e altri stimoli, nato ancora prima nel sito del Cannocchiale, che mi fa piacere riprendere qui, insieme alle recensioni. Il romanzo che, da inizio 2012, sto preparando, chiude in una trilogia i primi due libri che ho dato alle stampe.
Continuo infatti a scrivere. E a leggere.