Hélène Grimaud, VARIAZIONI SELVAGGE, Bollati Boringhieri, 169 pagine

La sensibilità per la musica, l’amore per il pianoforte, la passione per lo studio, la determinazione nel voler emergere, l’autodisciplina, la grande fiducia in se stessa, i primi successi e riconoscimenti internazionali di una delle più conosciute e amate concertiste d’oggi. E il valore particolare che tutto questo assume nel momento in cui si decide di fermare la macchina della celebrità per dedicarsi a una causa ancora più sentita, istintiva, primordiale: la protezione dei lupi.
Fin dalle prime pagine, il racconto autobiografico di come, sin da bambina in Francia, prende forma la confidenza con la tastiera è a più riprese interrotto da storie e riflessioni sul rapporto antico fra uomo e animale: soprattutto i crudeli maltrattamenti subiti dagli ultimi, per superstizioni e fanatismi che sfociano in torture insensate, nel corso dei secoli, a tutte le latitudini.
Pare che per la Grimaud, di fronte alla violazione degli animali, cioè della natura, non ci sia musica che possa consolare; anche il suo adorato strumento deve tacere. E le appare inevitabile la rinuncia alla musica, per dedicarsi alla causa dei lupi, creature magnetiche e splendide: il suo bisogno più profondo.
Il meraviglioso percorso, tanto estremo quanto essenziale, puro, trova infine una nuova armonia nel bel mezzo di una radura isolata, nell’inverno a nord di New York, con un pianoforte Steinway arrivato da Berlino, e una lupa accanto.
“Avevo i lupi, e avevo la musica.
“Avevo la musica dei lupi sotto la luna, e nel mio modo di suonare c’era quell’animalità che protegge l’artista.”
“Adesso, uno dei miei maggiori piaceri è studiare musica con loro, di notte, nel recinto.”
Hélène Grimaud ha fondato il New York Wolf Center, dove alleva lupi e organizza visite di bambini, anche con problemi di salute, alcuni autistici. Suona a volte per Amnesty International, ed è tornata alla musica con la grazia di chi ha saputo rinunciare a qualche cosa di vitale per amore ed altruismo. E per rinascere.

Genere: racconto autobiografico
Trama: *** Stile: ***
Refusi trovati: tre

 

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