Edoardo Albinati, LA SCUOLA CATTOLICA, Rizzoli, 1294 pagine

Di proposito parlo di questo corposo lavoro alla vigilia dell’assegnazione del Premio Strega, per il quale è strafavorito.
L’idea di sviscerare con coraggio le dinamiche – sane e malate – all’interno del liceo cattolico frequentato dall’autore, e anche, negli stessi anni, dai tre assassini del Circeo (29 settembre 1975), mi sembrava vincente.
Per Albinati, la spinta decisiva a scrivere è venuta dall’uccisione di due donne  da parte di Angelo Izzo a distanza di molto tempo dal Circeo, quando si pensava fosse ormai pentito e lontano da ulteriori pulsioni criminali.
Il nuovo delitto offre quindi l’occasione per tornare all’epoca del San Leone Magno, la scuola romana dei preti frequentata solo da maschi, e a quegli anni di formazione. Una soggettiva sugli insegnanti, i compagni, le famiglie dei compagni (le madri e le sorelle, soprattutto), che a lungo si sposta sugli imbarazzi del corpo maschile in tumultuosa trasformazione e in cerca di quello femminile, e non solo, in un clima però torbido, sotto una cappa di tabù peccaminosa, negli anni dell’adolescenza. Il lunghissimo lavoro rivela il titanico sforzo di trovare un nesso fra l’educazione ricevuta in questa scuola frequentata dalla buona borghesia del quartiere Trieste (Parioli) e la deviazione perversa dei tre assassini torturatori.
Senza riuscirci.
81itqtt9g6lLa sensazione che resta arrivati in fondo al libro è che questa faticosa, chirurgica indagine a cuore aperto si sfarini a poca distanza dalla “verità”, che rimane inafferrabile. E io temo si tratti di un problema di stile.
Può essere perché il lunghissimo testo – né romanzo né saggio – resta in mezzo al guado. Un po’ autobiografia, un po’ diario intimo (a tratti pruriginoso: difficile togliersi di dosso l’odore di incenso), molto saggio analitico, sociologico, psicologico, pochissimo romanzo.
Come si sa, la scrittura non fa sconti. Parlando in generale, la vicenda in oggetto, qualunque essa sia, o si trasfigura in un racconto dalla trama più o meno plausibile ma a cui si chiede una coerente tenuta, o si ripercorre con distacco da cronista. Nella Scuola cattolica questa scelta (una non-scelta legittima) non c’è e il risultato, nonostante il numero di pagine, è di una certa fragilità. Non posso arrivare a dire deludente, ma dopo averlo acquistato (a prezzo pieno in formato cartaceo) … lo consiglierei a un amico?

Genere: –

Trama: * Stile: ***
Refusi trovati: due

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