Anthony Bourdain, KITCHEN CONFIDENTIAL, Feltrinelli, 297 pagine

“Avventure gastronomiche a New York”, ancora più estreme di quelle (già qui recensite) di Leonardo Lucarelli col suo recente Carne Trita. Uscito in Italia nel 2002, questo resoconto delle brucianti esperienze ai fornelli d’oltreoceano è il vero iniziatore del genere, anche per il coraggio con cui impasta pietanze commestibili con alcool, fumo e droghe di vario genere, senza omettere nulla.
Una vita spericolata descritta benissimo (ma questi chef hanno davvero una penna facile!), che si legge d’un fiato e con piacere.
Anche qui una manovalanza dalla vita sregolata, clandestina e sottopagata, come nei bassi londinesi di un romanzo di Dickens. Anche qui alcuni personaggi che si prendono la scena, raccontati con amore, gratitudine e forte senso di amicizia.
kitchen-confidentialBourdain, che è stato per molti anni capo cuoco della Brasserie Les Halles di Manhattan, tempio della cucina francese nella Grande Mela, si è poi dedicato alla scrittura, alla televisione, e ai documentari sul cibo, alcuni girati anche in Italia e facilmente rintracciabili su YouTube.
Ma questo libro (e ringrazio il mio amico Gianluca per avermi fatto conoscere il capostipite di questo filone letterario) è il vero rompighiaccio del genere: oggi più che mai una ventata di buoni profumi genuini da coltivare in antitesi a un approccio sempre più spettacolare e trash, ormai fritto e rifritto.

Genere: romanzo autobiografico
Trama: *** Stile: ***
Refusi trovati: tre

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