Franz Werfel, I QUARANTA GIORNI DEL MUSSA DAGH, Corbaccio, 918 pagine.

imagesNel 2015 (il 24 aprile) cadono i cento anni dal genocidio degli Armeni. Questo romanzo storico è uno dei testi più significativi su quella atroce pagina di persecuzione.
Per vicende familiari, all’inizio della Prima guerra mondiale Gabriele Bagradiàn, ricco armeno che vive a Parigi con la moglie Giulietta, francese, e il figlio adolescente Stefano, ritorna alla casa paterna, nei luoghi natali: la regione del Mussa Dagh – oggi siriana, allora impero turco – dove vive il suo popolo.
È il tragico momento in cui si dà il via allo sterminio degli armeni, dove le ragioni economiche, politiche ottomane, sono sovraccaricate da un diffuso odio razziale e confessionale, essendo gli armeni cristiani ortodossi.
Tale annientamento, in questo ampio romanzo dallo stile scarno, rimane sullo sfondo, e lascia in primo piano un episodio eroico legato a quegli eventi: la resistenza di cinquemila anime asserragliate sulle alture del Mussa Dagh, organizzata da Bagradiàn. Quaranta giorni di sofferenze, atti di eroismo e lutti che decimano gli abitanti di sette villaggi, fino alla salvezza portata, dalla Marina francese, che incrocia al largo del golfo di Antiochia con una sua nave da guerra.
220px-WerfelFranz Werfel, scrittore e drammaturgo austriaco di origine ebraica (Praga 1890 – Los Angeles 1945) pubblicò questo titolo nel 1933, quando i venti di guerra e antisemitismo che percorrevano l’Europa radicarono sempre di più il suo pacifismo (ma durante il primo conflitto mondiale si era arruolato nell’esercito austriaco). Ebbe simpatie per il cristianesimo e il cattolicesimo, testimoniate anche con Il canto di Bernadette, biografia della fanciulla di Lourdes (1941), da cui fu tratto il noto film di Henry King (1943).
Libro abbastanza ostico (secondo alcuni per la vecchia traduzione), anche per la lunghezza, l’epica vicenda del Mussa Dagh è tuttavia una lettura imprescindibile per chi si interessi dei grandi conflitti razziali e religiosi che travagliano l’Europa.
Dapprima utilizzati per combattere nell’esercito ottomano (due milioni di uomini), gli armeni danno presto fastidio a Enver Pascià, leader dei Giovani Turchi appena giunti al potere: “Non voglio più cristiani in Turchia”, dichiara. Inizia la diaspora e il genocidio di due milioni di persone deportate, cinquecentomila delle quali arrivano ad Aleppo, stremate.
Che cosa farne? Il Ministro degli interni Talaat informa il sindaco della città che “obiettivo della deportazione è il nulla”. (Talaat fu poi ucciso a Berlino da un sopravvissuto.)
Gli eventi raccontati nel libro vanno necessariamente spiegati nel loro contesto storico più ampio; ma il romanzo invece ruota – in modo quasi sorprendente – tutto intorno a una buona dose di sentimenti ed emozioni intime, avventura, innamoramenti più o meno platonici, tradimenti, lutti, lacrime, fame, disperazione. Nobiluomini, sacerdoti, viveur stranieri, fanciulle sfortunate e innocenti, e povere anime reiette fra i reietti, incattivite dall’emarginazione, fanciulli-eroi, traditori, sventurati, suicidi … Ma anche molte pagine di conversioni e dibattiti politici, spirituali, filosofici (fra cui spicca il serrato confronto – fatto storico – fra Giovanni Lepsius e il Giovane Sceicco Pascià sulla sorte degli armeni. Il primo, pastore evangelico tedesco che dedicò la vita ai sopravvissuti, nel 1921 testimoniò al processo che vedeva imputato l’assassino del criminale turco Talaat.

Giovanni Lepsius, 1858-1926, tedesco sepolto in terra armena

Giovanni Lepsius, 1858-1926, tedesco, sepolto in terra armena.

Grazie proprio alla testimonianza di Lepsius il giovane armeno fu assolto. Da qui nacque la materia giuridica dei “crimini contro l’umanità”). Inutile, quindi, svelare la trama delle storie private, rinchiuse in quel mondo a parte sulla montagna di Mosè, così come ricreate nelle pagine di Werfel. Come non vanno svelati in anticipo la sorte della famiglia Bagradiàn, del capostipite e condottiero Gabriele, né l’ascetico quanto cruento finale.
Una lettura che è forse un’impresa, ma di quelle che arricchiscono per sempre.


Genere: romanzo storico

Trama **** Stile: ***
Refusi trovati: nessuno

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