Tom Clancy, POTERE ESECUTIVO, Bur-Rizzoli, 960 pagine

220px-Tom_Clancy_at_Burns_Library_croppedUn aereo kamikaze in picchiata sul Campidoglio di Washington che ne cancella tutta la classe politica, una guerra in Medio Oriente sferrata da uno stato fanatico (l’Iran), popolazioni in fuga dall’Iraq dopo l’assassinio di Saddam Hussein, un’arma di distruzione di massa: il virus Ebola se si trasmettesse anche per via aerea, e portata entro i confini degli Stati Uniti. Spie, menzogne, la Cia, l’Fbi, il gioco ambiguo delle alleanze e dei tradimenti fra le nazioni più lontane: l’India, la Cina, il Giappone. E un Presidente eletto in circostanze drammatiche che a poco a poco prende coscienza del suo mandato e della sua missione. Si chiama Jack Ryan, ed è il solido personaggio creato dalla prolifica e fluviale penna di Clancy – che ne ha fatto il protagonista di molti suoi titoli – in una vicenda sorretta da una notevole immaginazione e guidata da una profonda competenza politica, militare (incredibili e vivide le descrizioni delle battaglie nel deserto, nelle pagine finali), medica, e altro ancora, com’è tipico di questo autore.
Il volumone è appassionante, soprattutto se si pensa che tutto questo materiale è stato messo insieme in un affresco assai verosimile – e purtroppo, per molti versi, avverato – nel 1996, anno del Copyright originale.
I molteplici filoni che si intrecciano stanno in equilibrio fra loro. E le pagine sugli atroci esperimenti segreti condotti in Africa per utilizzare il micidiale virus hanno un loro contrappeso nella confortevole – seppure ipervigilata – vita familiare di Ryan all’interno della Casa Bianca, con moglie e figli, la più piccola che gattona nello studio ovale, in un quadretto molto kennediano. Anche in questa piccola cerchia, tuttavia, si corrono grandi rischi, a causa di un addetto alla protezione della first family che in realtà – musulmano e kamikaze dormiente – ha l’incarico di uccidere il presidente. Per non parlare del tentativo di rapimento della più piccola, mentre si trova all’asilo.
Nonostante l’America sia sotto attacco su molti fronti, Ryan, ex addetto alla sicurezza nazionale, nominato vice in extremis dal presidente deceduto incopj170 modo tanto cruento, è sulle prime un capo comunque riluttante. Il vero filo conduttore del romanzo, fra un’infinità di personaggi tutti utilissimi per arricchire il plot e scenari apocalittici, è la maturazione del protagonista da agente segreto e uomo d’azione (peraltro, ovviamente, un eroe) a responsabile di una comunità, un intero paese, che difende i valori della patria.
Il finale della grandiosa avventura politica raccontata è più che spettacolare e letterariamente brillante. Come è stato sottolineato in un acuto e spiritoso commento che ho trovato on line, la lettura di questo thriller è però sconsigliata a chi detesta gli Usa. Clancy (morto nell’ottobre 2013, celebre per La Grande fuga dell’Ottobre rosso, Rizzoli) è un vero patriota, e il suo presidente Ryan l’artefice del definitivo trionfo della libertà e della democrazia sul fanatismo e sulla barbarie.
God bless America.

Genere: romanzo-fantapolitica
Trama: **** Stile: ***
Refusi trovati: otto

 

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