Michael Bar-Zohar, Nissim Mishal, MOSSAD, Feltrinelli, 2012, 350 pagine.

 Enciclopedico saggio sui servizi segreti israeliani, questo volume presenta un gran numero delle più rocambolesche imprese compiute dagli uomini del Mossad, spie dalla fama leggendaria, in questi anni impegnate soprattutto nel sabotaggio della bomba nucleare iraniana.
Dalla nascita dell’organizzazione nel maggio 1948 a oggi, motivati dalla strenua difesa dello Stato ebraico, uomini addestrati e pronti a tutto hanno viaggiato e si sono infiltrati in ogni Paese del mondo, a ogni latitudine, giostrandosi tra false identità, travestimenti, professioni e nazionalità di copertura. Come nel recente film Argo – ma lì si tratta della Cia – hanno sfidato ogni rischio per proteggere e salvare i loro fratelli. O per punire mostri e tiranni oppressori e assassini di ebrei.
Non c’erano i telefonini, gli smartphone, la tecnologia d’oggi quando, nel maggio 1960, venne rapito, in Argentina, Adolf Eichmann, il famigerato regista della Shoah nella Germania nazista, con un’operazione complessa e costosa che coinvolse molti uomini, descritta, nelle sue fasi più drammatiche e cariche di suspense, quasi minuto per minuto. In questo capitolo, il più intenso del libro, si partecipa all’impresa anche nei suoi risvolti umani. Gli agenti che tennero nascosto il nazista a Buenos Aires, prima del trasferimento in Israele dovettero accudirlo e proteggere la sua incolumità nonostante egli fosse stato l’assassino di tanti loro familiari e del loro popolo. Indossavano i guanti per il ribrezzo del contatto fisico, gli portavano da mangiare ma si rifiutavano di lavare le stoviglie da lui utilizzate. Infine lo condussero nello Stato ebraico dove fu processato, condannato a morte e giustiziato.
Su questo grande e simbolico avvenimento  è anche disponibile il libro di memorie scritto da Isser Harel, all’epoca leggendario capo del Mossad, La casa di via Garibaldi. Come ho catturato Adolf Eichmann (Castelvecchi).
Lungi dal fare dell’organizzazione un manipolo di eroi senza macchia, il saggio di Feltrinelli ne racconta anche gli errori, di valutazione e d’azione, e i fallimenti. E traccia un percorso lungo il quale il rispetto della legalità diventa in breve licenza di uccidere e libertà di azione al di là di tutte le leggi.
Tra le righe delle tante avventure si riconoscono usi e costumi antichi o arcaici.
Jossele è il nome del bimbo rapito da parenti ebrei ultra ortodossi e nascosto per anni a New York, che il Mossad restituisce alla sua famiglia.
Tragica la storia dell’eroe Elie Cohen, infiltrato in Siria per carpire segreti militari. Fu scoperto in modo imprevedibile, torturato e ucciso nel 1965. Le sue spoglie non sono ancora state restituite a Israele.
È dalla strage degli atleti israeliani all’Olimpiade di Monaco, nel 1972, che il Mossad si muove e giustizia i nemici secondo regole sue proprie. Così è avvenuto con tutti i membri del commando palestinese di Settembre Nero, come raccontato anche nel film Munich (2005) di Steven Spielberg (non l’unico su questa vicenda), tratto dal saggio Vendetta di George Jonas.
Certamente, lo sguardo degli autori è tutto per questi James Bond spesso del tutto privi di glamour. Il lungo racconto, infarcito di date, nomi e pseudonimi a non finire, è comunque appassionante e carico di tensione.

Genere: saggio
Voto: *****
Refusi trovati: nessuno
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