A. Grandi, D. Lazzeri, A. Marcigliano, IL GRIGIOCRATE – MARIO MONTI, Fuori|Onda, 175 pagine.

Tre giornalisti e scrittori uniscono le forze, e le virulente idee, per fare a pezzi, senza sconti, la figura del senatore a vita diventato dall’oggi al domani Presidente del Consiglio italiano dell’ultima legislatura.
Ne fanno un servile emissario dei poteri forti: banche, finanza, petrolieri, Goldman Sachs, l’Europa matrigna, un vassallo della cancelliera tedesca Angela Merkel e, finché c’era, del presidente francese Sarkozy.
La tesi del volume è che l’Italia sia stata la prescelta per compiere un esperimento-apripista voluto dai grandi burattinai internazionali che gestiscono economia, finanza e risorse energetiche. Il terreno giusto dove compiere prove tecniche di smantellamento dello stato sociale, del welfare, dei diritti dei lavoratori, e della nostra prestigiosa grande industria, da svendere a rapaci acquirenti stranieri. Incaricati di attuare il progetto: Monti e Marchionne.
Gli autori partono da lontano, ricordando la distruzione compiuta da parte dell’uomo-Fiat Valletta nei confronti dell’avveniristica azienda di Adriano Olivetti a Ivrea. “Valletta considerò l’elettronica ‘un neo da estirpare’ e la divisione venne ceduta alla General Electric. L’Italia era al primo posto in Europa in questo settore: non si sarebbe mai risollevata.” Stesso destino per Enrico Mattei, colui che voleva rendere indipendente l’Italia dal petrolio straniero, e proprio per questo – scrivono gli autori – è stato ucciso.
In queste pagine non si salva nessuno. Mario Draghi è al servizio di Goldman Sachs – lo diceva anche Cossiga – e Corrado Passera lavora “sia da ministro dell’energia sia da garante del governo Monti nel sistema finanziario mondiale”.
Attacchi a Elsa Fornero, per la sua politica pensionistica, e anche per la parentela con l’economista Mario Deaglio (suo marito) che, sulle pagine della Stampa, benedice il governo in cui milita la sua gentile signora. Tutto in quel di Torino.
Né si salva Giorgio Napolitano, che si è fatto garante di questa operazione suicida, il cui fine ultimo è obbedire agli ordini dei mercati “per arricchire i mercati a danno degli italiani”.
Bisogna arrivare a pagina 117 per un piccolo mea culpa riguardo al basso profilo della nostra classe politica, che forse con la sua mediocrità e i suoi intrallazzi ci ha messi nel mirino di stranieri rapaci. Invece, chi ha saputo tenere la schiena dritta di fronte ai “suggerimenti” del Fondo monetario internazionale? La Presidente argentina Cristina Kirchner, che ha respinto al mittente la solita letterina di prescrizioni giuntale da Washington con suggerimenti economici di lacrime e sangue.
Quindi, qui da noi, è una rivoluzione oligarchica che si fa aggressiva con Mario Monti. E il libro, portata avanti quest’unica tesi, non lascia scampo al futuro italiano.
Una lettura interessante sebbene abbastanza ansiogena. A giorni conosceremo i nuovi leader italiani “nell’era dei mediocri”.

Genere: saggio
Voto: ***1/2
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